La tradizione degli oli sacri al servizio dell’unità

Nell’antico Egitto, i medici itineranti erano allo stesso tempo psicologi, sacerdoti, farmacisti e guaritori. Curavano il corpo, la mente e lo spirito. Quando incontravano un malato, chiedevano: “Quale conflitto è dentro di te?”. Usavano quindi medicine appropriate alla causa del sintomo fisico.

2000 anni a.C., Dio chiese a Mosè di costruire “l’altare dell’incenso” in mezzo al deserto e gli rivelò il segreto dell’incenso sacro (Esodo 30-34).

Nel Cantico dei Cantici si trovano numerosi riferimenti a profumi portatori d’amore. La regina di Saba partì dalla sua terra lontana per incontrare Salomone, il re incoronato di saggezza, e gli offrì spezie rare e preziose.

Gli Esseni facevano parte della comunità ebraica; il loro stile di vita e le loro pratiche erano unici. Erano spesso nomadi e le loro comunità ospitavano molti guaritori. Il profumo era sacro nella loro vita quotidiana. Contribuiva all’unione con il Divino, al matrimonio tra Spirito e Materia. Oli e unzioni venivano usati nei rituali e anche per facilitare la guarigione olistica (fisica, emotiva, mentale e spirituale).

Alla nascita di Gesù, i Magi giunsero da terre lontane per offrirgli mirra, incenso e oro.

Il giorno prima della sua crocifissione, Maria Maddalena unse Gesù con la lussuosa essenza aromatica di nardo, preparandolo così alla morte. Dopo la sua morte, il suo corpo fu unto con spezie ed erbe.

Il uso di oli sacri e unzioni in Oriente risale a migliaia di anni fa, mentre in Occidente il loro uso è stato a lungo riservato ai rituali religiosi, sopratutto con la Chiesa cattolica.

Nei tempi moderni, si è diffusa la tendenza a “buttare via il bambino con l’acqua sporca”… a rimuovere il sacro dalla propria vita insieme alla religione. Io stesso l’ho fatto all’inizio della mia vita adulta.

Qual è lo scopo della religione? Religione contro Spiritualità?

La radice latina della parola è “religare”, che significa “connettersi”. In origine, la religione era uno strumento per connettersi con lo Spirito, con il Divino. Che la chiamiamo Dio, Buddha, Wakan Tanka… dipende dal nostro filtro culturale ed educativo. Rifiutare le strutture religiose, gli eccessi e gli abusi commessi da alcuni in nome della religione è comprensibile. Tenere il “bambino”, l’innocenza interiore, significa riscoprire una connessione personale con il divino, una spiritualità.

Lungo il cammino, sono stato richiamato dal divino, al di fuori della struttura religiosa della mia infanzia. Le essenze delle piante mi hanno accompagnato e guidato.

Mikael Zayat, egizio che vive in Quebec, teologo e rinomato esperto di Aromaterapia Integrale ha contribuito notevolmente a riconciliarmi con l’essenza della mia cultura cristiana, i messaggi d’amore trasmessi da Cristo.

Iside, Maria Maddalena, Ildegarda di Bingen… Mi hanno ispirato… Maria Maddalena in particolare. Ogni volta che visito la grotta di Sainte Baume (Provenza) dove visse, mi sento nutrita dall’interno.

Le donne svolgono un ruolo importante nella tradizione sacra delle piante e nella condivisione della conoscenza, ognuna con il suo colore unico.

La tradizione degli oli sacri che ricorda che ognuno ha la libertà di seguire il proprio percorso spirituale accompagnato dalle oli aromatici.